Partenza per Lucera (Fg). Visita al centro storico dal caldo stile romanico, dominato dall’imponente fortezza federiciana, e alle cantine del Cacc'e Mmitte di Lucera, per degustare i vini di una delle doc pugliesi maggiormente rivalutata di recente. Il nome dialettale (“Togli e metti”) farebbe pensare a un vino di pronta beva, cioè non destinato all’invecchiamento.


In realtà pare derivi dall’uso di fittare i palmenti ove i contadini si alternavano a ciclo continuo per la pigiatura delle proprie uve. Il vitigno da cui prende vita questo rosso è il Nero di Troia, che caratterizza anche le altre due doc del territorio: Orta Nova e Rosso di Cerignola. Vini di grande intensità e struttura, che ben si legano ai sapori schietti della gastronomia locale. Una cucina semplice, come semplici sono i costumi di una popolazione che ha fatto dell’allevamento e dell’agricoltura i propri portabandiera.




Lungo il nostro percorso in direzione di Cerignola, lungo l’antica Via Traiana, incontreremo anche ampie distese di uliveti, a confermare la vocazione agricola del territorio. Oltre ai pregiati vini che si producono da secoli, questa area della regione è ben nota per la qualità del suo olio extravergine di oliva e dell’oliva da mensa Bella di Cerignola, di grandi dimensioni, carnosa e consistente, che si fregia del riconoscimento dop.

Un’importante testimonianza del passato di Cerignola - il cui toponimo sarebbe legato alle dea delle messi, Cerere - si riscontra nelle Fosse del grano: antichi “silos” sotterranei, un tempo destinati alla conservazione cerealicola. Si tratta di un articolato sistema a ridosso del centro urbano che rappresenta l'ultimo esempio della tipologia di stivaggio delle messi tipica della Capitanata, essendo ormai scomparse le fosse di Foggia, Lucera, Manfredonia e San Severo. Anche il toponimo di Foggia sembra derivi proprio dall'antico termine fovea, ossia fossa in cui veniva conservato il grano.


Determinante anche nella storia del capoluogo dauno fu l’imperatore Federico II, che vi fece erigere un ampio edificio imperiale: il Palatium. Del palazzo sopravvivono soltanto il pozzo (in massima parte ricostruzione di fantasia) e il sontuoso archivolto lapideo del portale d'ingresso, inserito in un prospetto esterno del Museo civico Foggia ebbe un ruolo importante anche per la transumanza: gli Aragonesi vi istituirono nel XV secolo la Dogana delle pecore.

 

LE CANTINE CONSORZIATE DA VISITARE


Alberto Longo

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